Carnevale di Putignano 2020 | Tempesta Autoservizi
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Carnevale di Putignano 2020

626ª edizione del Carnevale di Putignano 2020

Di seguito le date delle cinque sfilate con carri allegorici:
* domenica 9 febbraio 2020 – ore 11:30
* domenica 16 febbraio 2020 – ore 11:30
* domenica 23 febbraio 2020 – ore 15:00
* martedì grasso 25 febbraio 2020 – ore 18:00
* sabato 29 febbraio 2020 – ore 19:00

La storia del Carnevale di Putignano

Le origini
È il 1394. La costa pugliese è preda delle scorrerie saracene, i tentativi di assalto si susseguono e la paura dei saccheggi inizia a popolare costantemente gli incubi di abitanti e governatori, al tempo, i Cavalieri di Malta.
L’imperativo è uno: proteggere dalle razzie ciò che di più prezioso è custodito nel territorio, partendo dalle reliquie di Santo Stefano Protomartire, fino a quel momento conservate nell’abbazia di Monopoli. Allontanarle dalla costa e spostarle nell’entroterra sembra essere l’unica soluzione possibile: Putignano, perfetta per la sua posizione, viene scelta come meta del trasferimento.
Il 26 dicembre 1394 le reliquie, accompagnate da un corteo sacro, vengono traslate nella chiesa di Santa Maria la Greca, lì, dove tutt’oggi sono ancora custodite.
È in questo momento che la storia si intreccia alla leggenda, il sacro al profano: il racconto, tramandato dalla tradizione orale, vuole che i contadini di Putignano impegnati nell’innesto delle viti con la tecnica della propaggine, al passaggio della processione abbandonassero campi e lavoro per accodarsi festanti al corteo, ballando, cantando e improvvisando versi satirici in vernacolo.
Nasce così la Festa delle Propaggini, quella che da 622 anni ogni 26 dicembre segna l’inizio del Carnevale più lungo di Italia nonché più antico di Europa: il Carnevale di Putignano.

Gli inizi del ‘900
È solo nella prima metà del ‘900 che la maestranza artigianale del paese fa il suo ingresso da protagonista nel Carnevale di Putignano, mettendo arte, passione e competenza a totale disposizione del ludico spasso carnascialesco. Con il tempo, i piccoli carretti sormontati da pupazzi di paglia e stracci, lasciano il posto ai primi carri allegorici dall’anima in ferro e il rivestimento di carta. 
La sfilata dei carri richiama l’intero paese e diverte tutti i ceti, il Carnevale, non più appannaggio esclusivo dei contadini, chiama chiunque a buttarsi nella mischia: è la festa di tutti.
Il trionfo della cartapesta si raggiunge negli anni ’50 con l’introduzione di innumerevoli tecniche lavorative; al filo di ferro e alla carta di giornale inizia ad affiancarsi la lavorazione dell’argilla, facilmente reperibile in loco a basso costo.

COME NASCE UN CARRO DI CARTAPESTA

Circa quattro mesi prima della manifestazione, ogni cartapestaio presenta alla Fondazione del Carnevale di Putignano un bozzetto di quello che sarà il carro e una scheda che ne descrive il tema e i dati tecnici inerenti alla parte meccanica e ai movimenti.

La lavorazione della cartapesta è un procedimento artistico lungo e variegato.
Realizzando delle vere e proprie sculture, si parte con la creazione di una forma in argilla, quella che andrà a donare forma e dettagli al prodotto finito.
Terminata questa fase si passa alla realizzazione di un calco in gesso, una sorta di negativo che riproduce fedelmente la forma di argilla; una colata di gesso caldo viene versata sul modello dopodichè, una volta raffreddata, si procede staccando il calco.

A questo punto ecco entrare finalmente in scena la cartapesta.
La carta utilizzata è quella dei quotidiani, ideale per la sua leggerezza e la sua porosità. Imbevuta della colla tradizionale realizzata con acqua e farina, la carta spezzettata in striscioline spesse più fogli, viene fatta aderire al calco precedentemente rivestito di olio: quest’ultimo consentirà alla cartapesta di non attaccarsi alle pareti in gesso, favorendo un agevole distacco quando sarà asciutta. È in questo momento che l’opera sarà modellata plasmando ad arte strati e strati di carta.
Il manufatto di cartapesta avrà, a questo punto, le stesse sembianze del modello di argilla; non resta che rivestirlo di carta cemento per conferirgli maggiore resistenza e tenuta.

Si può così passare all’ultima fase, quella in cui l’ispirazione e la fantasia dei pittori illumineranno di colori un’opera già palpitante di arte propria.

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