La festa di San Nicola a Bari | Tempesta Autoservizi
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La festa di San Nicola a Bari

Nel 1087 arrivarono da Myra le sue reliquie, portate in città; da 62 ardimentosi marinai. L’epocale traslazione delle ossa ha assunto nel tempo un’importanza religiosa che potrebbe dirsi incommensurabile, a tal punto da mobilitare un intero nucleo urbano, anzi; la sua antica anima.

La fama di San Nicola è universale, a lui sono dedicate in tutto il mondo opere d’arte, monumenti e chiese. Le informazioni certe sulla sua vita non sono tante. Appartenente ad una ricca famiglia, Nicola nasce a Patara di Licia, una regione che corrisponde all’attuale Turchia, il 15 marzo dell’anno 270.

Fin da piccolo Nicola mostra spirito caritatevole e generosità verso gli altri. Tali doti lo favoriscono nella nomina a Vescovo di Myra.

Una volta eletto, la tradizione racconta che Nicola comincia a fare miracoli. Naturalmente questi episodi prodigiosi non sono stati documentati, quindi può trattarsi di fatti realmente accaduti ma “conditi” da elementi di fantasia.

Si narra che San Nicola abbia resuscitato tre giovani morti e placato una terribile tempesta di mare. Perseguitato per la fede, imprigionato ed esiliato sotto l’imperatore Diocleziano, riprende l’attività apostolica nel 313, quando viene liberato da Costantino.

Secondo le fonti del periodo nel 325 Nicola partecipa al Concilio di Nicea. Durante l’assemblea, Nicola pronuncia dure parole contro l’Arianesimo a difesa della religione cattolica. La data ed il luogo della morte di San Nicola non sono sicure: forse a Myra il 6 dicembre 343, nel Monastero di Sion.

Il culto di San Nicola è presente nella religione cattolica, nella Chiesa ortodossa e in altre confessioni facenti capo al Cristianesimo. La sua figura è legata al mito di Santa Claus (o Klaus) che in Italia è Babbo Natale, l’uomo barbuto che porta i doni ai bimbi sotto l’albero di Natale. Dopo la morte di San Nicola, le  reliquie rimangono fino al 1087 nella Cattedrale di Myra.

Poi, quando Myra viene assediata dai musulmani, le città di Venezia e Bari entrano in competizione per impossessarsi delle reliquie del Santo e portarle in Occidente. Sessantadue marinai di Bari organizzano una spedizione marittima, riescono a trafugare una parte dello scheletro di San Nicola e la portano nella loro città, l’8 Maggio del 1087.

Le reliquie vengono poste provvisoriamente in una chiesa, in seguito viene costruita la Basilica in onore del Santo. Il Papa Urbano II depone i resti del Santo sotto l’altare. Ben presto la Basilica diventa un punto di incontro tra la Chiesa d’Oriente e la Chiesa d’Occidente. Nella cripta della Basilica, ancora oggi, si celebrano riti orientali ed ortodossi.

Da allora il 6 dicembre (data della morte di San Nicola) e il 9 maggio (data dell’arrivo delle reliquie in città) diventano giorni festivi per la città di Bari. Nicola di Myra diventa quindi “Nicola di Bari“.

Anche Venezia custodisce alcuni frammenti appartenenti a San Nicola che i baresi non sono riusciti a portarsi via. Nel 1099-1100 i Veneziani arrivano a Myra con l’intento di portar via le reliquie del Santo contese con Bari. I pochi resti rinvenuti vengono custoditi all’interno della Abbazia di San Nicolò del Lido.

San Nicolò viene proclamato protettore dei marinai e della flotta navale della Serenissima.

San Nicola è considerato il Protettore di pescatori, marinai, farmacisti, bottai, profumieri, ragazze in età da marito, scolari, vittime di errori giudiziari, avvocati, commercianti e mercanti.

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